L’ignoranza creativa e lo swing perfetto

 


L’ignoranza creativa e lo swing perfetto

 

Ho avuto il piacere il 25 Ottobre di partecipare al TEDx Bologna.

 

Per me partecipare al TEDx è come respirare aria fresca, dopo che si è stati fermi un’ora in galleria a causa di un incidente.
È illuminante, entusiasmante e in grado di fornire grandi spunti umani e lavorativi.

 

Il primo intervento è stato del Prof. Piero Formica con il suo “L’elogio dell’ignoranza” durante il quale ha detto (e qui lo riassumo) che dovremmo provare a dimenticare gli schemi e le regole che generalmente usiamo per approcciare problemi o situazioni lavorative e lasciare più spazio alla creatività, all’osservazione scevra da ogni tipo di vincolo, per poter trovare soluzioni migliori e innovative.

 

Ho pensato in questi giorni che forse il bisogno di aggrapparsi con così tanta forza e pervicacia alle regole possa dipendere da un profondo senso di disagio e paura che ci portiamo dentro, che è il risultato di tanti fattori.
La necessità di affermare la propria individualità lavorativa, la paura di sbagliare senza rete e di essere penalizzati per questo, e forse anche per il bisogno piuttosto umano di trovare la propria identità di gruppo e sentirsi accettato da chi ne fa parte.

 

Come si può quindi imparare a essere creativamente ignoranti?
Senza paura e lasciando andare.
Lasciando andare cosa?
I pensieri, le sensazioni, visualizzando l’obbiettivo senza forzare e lasciando che il respiro e le idee siano libere di muovercisi intorno.

 

Un po’ come lo swing perfetto che si ottiene solo dopo avere fatto migliaia di colpi, centinaia di ore di pratica, avere raggiunto una padronanza del corpo tale per cui si sente ogni più piccolo muscolo che si sta muovendo e alla fine di tutto questo grande lavoro pensare alla buca, rilassare i muscoli, liberare la mente e lasciare che il corpo segua il colpo liberamente senza forzare.

 

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