Etica

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Etica

Parlare di etica in un contesto lavorativo può sembrare complicato e “difficile”.
Credo che questo dipenda dal fatto che l’etica del lavoro viene vista spesso con una connotazione unidirezionale dal datore di lavoro al collaboratore.
Ritengo che questo sia non solo limitativo ma anche profondamente sbagliato.

 

L’etica del lavoro è bidirezionale e forma una struttura molto complessa che si può paragonare ad una rete neurale.

 

I nodi con più relazioni sono quelli in cui, per competenza, conoscenza o posizione nella scala gerarchica c’è più “traffico” di informazioni.
Il che significa che sono quelli più importanti, ma anche quelli più critici, nel caso venissero a mancare.

 

 

Le conoscenze accumulate in questi nodi dovrebbero essere distribuite evitando che si creino slivellamenti gravi nell’ambiente lavorativo.
Cosa può impedire ai soggetti “nodi nevralgici” di condividere le proprie conoscenze? La paura di perdere potere e sicurezza.
In questo quadro diventa determinante la figura del datore di lavoro e del supervisore.

 

Un rapporto di lavoro etico richiede che ci sia da parte del dipendente l’impegno massimo nel seguire processi di lavoro “clean”, collaborando con il gruppo di cui fa parte e, laddove possibile, cercando sempre nuove strade per migliorare il proprio operato.

 

Ma richiede anche che il datore di lavoro getti le basi affinché questo possa avvenire, creando un ambiente piacevole, in un clima di fiducia e rispetto, con un occhio di riguardo alla formazione dei propri collaboratori, alla ricerca di un dialogo per individuare punti deboli e migliorare i processi di lavoro, incentivando la libera iniziativa, pur nel rispetto delle regole, e puntando sempre all’innovazione.

 

In un team di persone consapevoli che la vera collaborazione aiuta tutti a crescere, che le differenze lavorative non sono dei punti deboli, ma un arricchimento, la paura diminuirebbe, lo stress anche e le energie sarebbero concentrate sul lavoro, migliorandone la qualità con evidente vantaggio per tutta la collettività.

 

Quindi l’etica applicata al lavoro è una rete in cui tutti i nodi sono connessi e il flusso di informazione è libero di circolare senza punti di accumulazione (ristagno).

 

 

 

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